
Waikilaf, comunero mapuche in sciopero della fame, chiede giustizia.
11 ottobre 2006
La Comunità Juan Paillalef comunica all'opinione pubblica quanto segue:
Noi mapuches siamo un popolo che fa parte delle origini di questa nazione. Dal 1818, anno di nascita dello stato cileno, il nostro popolo è stato sottoposto per 196 anni a torture, massacri, violenze non necessarie, detenzioni e usurpazione delle terre. Oggi, in pieno secolo XXI, continuano le stesse pratiche con i diversi governi di turno dello stato cileno.
La Comunità Juan Paillalef è stata vittima di diverse forme di repressione e violazione dei diritti umani nell'arco della sua storia:
La morte del secondo lonko (capo), José Luís Paillalef, nel carcere di Valdivia a causa delle percosse subite da latifondisti e polizia dell'epoca per aver difeso le proprie terre.
Dopo che sua moglie e i suoi figli rimasero soli nella comunità, i latifondisti bruciarono la sua Ruca (abitazione), uccidendo due dei suo figli, mentre Mercedes e José Paillalef si salvarono.
Mercedes, figlia del lonko José Luis, assunse la guida della comunità nel 1973. Fu incarcerata e accusata di terrorismo e estremismo per aver difeso le proprie terre.
Il 10 maggio 2000, Juana Calfunao, attuale lonko della comunità Juan Paillalef, fu arrestata e picchiata brutalmente da carabineros del secondo commissariato di Temuco. A causa delle numerose pedate e colpi al ventre, perse il bambino che stava aspettando. Insieme a lei furono arrestati e processati suo figlio Waikilaf e suo marito. L'ingiusto processo alla lonko Juana Calfunao e a Luisa Calfunao ebbe luogo il 4 gennaio 2006 e fu seguito da uno sciopero della fame della lonko per ottenere una soluzione al problema.
Adesso il comunero Waikilaf Cadin Calfunao, figlio della lonko Juana Calfunao Paillalef, ha iniziato da domenica alle ore 20 uno sciopero della fame e della sete indefinito, per ottenere dalle Autorità competenti quanto segue:
Una soluzione definitiva alla situazione che sta vivendo la nostra comunità;
Il risultato dell'investigazione in cui compaia il nome dei responsabili della morte del figlio che la lonko perse a causa dei colpi ricevuti dai carabineros del secondo commissariato di Temuco nel maggio del 2000;
l'investigazione in cui vengano identificati i responsabili degli incendi provocati in casa di Juana Calfunao;
che si trovino i responsabili del fallito tentativo di omicidio a danno della lonko Juana Calfunao, quando, dopo una perquisizione del suo domicilio da parte di forze speciali di carabineros, si trovarono sotto la casa alcune bombe; e la formazione di gruppi paramilitari che dal 1998 hanno ripetutamente attaccato la comunità.
Considero ingiusto il mio arresto di cui è responsabile la compagnia elettrica Frontel, malgrado abbia un giudizio in sospeso con la nostra comunità dal 2000 nel 2° Tribunale civile di Temuco.
Faccio un appello a tutte le comunità, sia nazionali che internazionali, perché si uniscano alla mia lotta. Io non smetterò di lottare fino a quando non ci sarà una soluzione reale e concreta ai gravi problemi che abbiamo a livello di comunità.
WAIKILAF CADIN CALFUNAO
COMUNERO DELLA COMUNITA' JUAN PAILLALEF
Tradotto da: Maria Cristina Bitti - Revisione di: Liliana Piastra
Traduttori per la Pace (www.traduttoriperlapace.org)