Waikilaf è stato trasferito a un carcere di alta sicurezza a Santiago 

17 ottobre 2006

La Comunità Juan Paillalef comunica all'opinione pubblica nazionale e internazionale i seguenti fatti: 

Il comunero mapuche Waikilaf Cadin Calfunao della comunità Juan Paillalef si trova detenuto dal 17 agosto 2006, accusato dalla Procura regionale e dal procuratore Cristian Paredes per aver rivendicato i propri diritti ancestrali all'interno della sua comunità, di un delitto che non ha commesso.

Oggi, 17 ottobre, alle 17:50, è stato trasferito nel carcere di alta sicurezza di Santiago, mentre la comunità era in riunione con le autorità regionali per ottenere una spiegazione a un provvedimento così ingiusto, in circostanze per cui si trova separato dalla sua famiglia e malgrado stia conducendo uno sciopero della fame e della sete da dieci giorni, finalizzato ad aumentare il suo stato di vulnerabilità e di pericolo di vita.

Questo trasferimento è dovuto all'inefficacia e all'inefficienza delle autorità regionali, come il sig. Cristian Dulansky, il quale, con un'azione razzista, ha preso la decisione di mandare il comunero a un carcere di alta sicurezza, dimostrando ancora una volta qual è il modo di risolvere i problemi mapuche da parte delle autorità della regione. Noi, autorità mapuche di questo territorio che oggi si chiama Cile, non possiamo permettere che questi oppressori che si chiamano funzionari dello Stato prendano iniziative sulla vita, il futuro e il destino dei nostri figli e sulla nostra sottomissione come comunità mapuche.

Questa autorità è incapace di risolvere un piccolo problema, spaventata dalla decisione di un solo mapuche che è stato capace di sensibilizzare tutti i suoi compagni di prigione ad appoggiare in massa la sua rivendicazione e ad aggiungersi alla denuncia degli innumerevoli maltrattamenti subiti quotidianamente in carcere. I problemi di lavoro che i corpi di polizia stanno vivendo affliggono l'istituzione da molto tempo e non sono certo causati da un comunero mapuche.

Il problema delle deplorevoli condizioni carcerarie non ha niente a che vedere con la situazione e le richieste politiche di Waikilaf. Con questa congiuntura politica, il sig. Dulansky vuole approfittare della situazione di una comunità maltrattata e perseguitata dallo stato cileno per mascherare la propria incapacità e ordinare al funzionario Victor Suaso di balbettare alcune parole con cui spiega che i funzionari richiedono il trasferimento immediato di Juan Marileo Saravia, che si trova detenuto nell'ospedale regionale, dopo uno sciopero della fame di 73 giorni. E il vescovo di Temuco, il deputato Navarro e il deputato Naranjo, questi tre emissari mandati dallo stato per fermare e disarticolare il movimento mapuche, questi burattini che dicono di far parte di un governo di furbi, hanno stabilito una dittatura occulta sulle comunità mapuche.

Io, come lonko (capo) della mia comunità, comunico a tutti questi incapaci che non giocheranno con la vita di mio figlio Waikilaf, né con il suo futuro, né con le comunità. Questi incapaci sono abituati a fare ogni volta il loro show personale con lo scopo di far diminuire le richieste di territorio della comunità mapuche, come nel caso del lonko Collihuinca che è stato ammazzato in casa sua e suo figlio è stato deportato a Iquique (nord del Cile) per far smettere le manifestazioni. È una nuova politica e la pratica del governo è adesso quella di trasferire i comuneros mapuche in diverse zone del paese, allontanadoli dalle proprie famiglie per frenare il movimento mapuche.

La comunità considera responsabile il Seremi di Giustizia, sig. Cristian Dulansky, e il Seremi dei Lavori Pubblic i , Marco Vásquez (IX regione), di qualunque atto che venga perpetrato contro l'integrità fisica e psicologica di Waikilaf o che metta a repentaglio la sua vita.

Per questo le comunità mapuche chiederanno le dimissioni di queste autorità regionali per mancanza di etica professionale, limitata visione politica e disinteresse per la causa mapuche, manifestata a più riprese.

Faccio un appello a tutte le organizzazioni sociali, agli studenti, agli operai, agli oppressi, agli indigeni, alle diverse comunità mapuche perché si mobilitino e manifestino il rifiuto a queste pratiche codarde del governo e agli ordini emanati dal ministro degli Interni Belisario Velasco e di questo presidente che non è stata neppure capace di affrontare e dare soluzioni concrete alle richieste legittime delle comunità mapuche.

Per il rispetto dei nostri diritti,

 

marrichiweu

 

Comunità Juan Paillalef

 

 

 

Traduzione di: Maria Cristina Bitti - Revisione di: Liliana Piastra

Traduttori per la Pace (www.traduttoriperlapace.org)

 

back to top