L' Omct esprime la sua profonda preoccupazione per la sicurezza di Waikilaf

Ginevra, 17 ottobre 2006

Caso CHL 180806.2

Procedimento CHL 180806 e CHL 180806.1

Maltrattamenti contro i detenuti / sciopero della fame / ricovero in ospedale / timore per la sicurezza e l'integrità fisica e psicologica

La Segreteria Internazionale dell'Organizzazione Mondiale Contro la Tortura (OMCT) chiede il suo intervento URGENTE riguardo alla seguente situazione in Cile. 

La Segreteria Internazionale dell'Omct ha ricevuto nuove informazioni a proposito della profonda preoccupazione che esiste per la sicurezza, e in particolare per l'integrità fisica e psicologica, del Sr. Waikilaf Manuel Cadin Calfunao , figlio della lonko Mapuche, Sig.ra Juana Calfunao Paillalef, attualmente detenuto nel carcere di Temuco.

Secondo queste denunce, il 7 settembre 2006 l'avvocato difensore del sig. Cadin Calfunao ha constatato di persona che il corpo del giovane mapuche presenta bruciature che, secondo la versione della polizia, sarebbero state causate da acqua bollente gettatagli sulla schiena dai detenuti del carcere di Temuco.

Inoltre sembra che, per protestare tra l'altro contro la propria incarcerazione, l'8 ottobre 2006, verso le otto di sera, il sig. Cadin Calfunao abbia iniziato uno sciopero della fame e della sete. Dopo quattro giorni, in seguito a un tracollo del suo stato di salute generale, il giovane mapuche è stato trasferito all'ospedale Hernán Henríquez di Temuco. Dopo essere stato sottoposto a un controllo da parte dei medici è stato riportato al centro penitenziario di Temuco.

La Segreteria Internazionale della OMCT si dichiara molto preoccupata per l'integrità fisica del sig. Waikilaf Manuel Cadin Calfunao e, di fronte alla mancanza di garanzie per la sua sicurezza in prigione, sollecita il governo cileno di prendere immediatamente le misure più appropriate per tutelare la sua sicurezza e la sua integrità fisica e psicologica.

Contesto e precedenti della situazione:

La Segreteria Generale della OMCT ricorda che il 31 luglio 2006 vari membri della polizia, insieme un gruppo di operai della compagnia di Encomenderos “Frontel”, entrarono in terreni appartenenti alla Comunità Mapuche per tagliare numerosi alberi. Durante la discussione con i rappresentanti della Comunità, i carabineros arrestarono lo studente di Legge, sig. Waikilaf Manuel Cadin Calfunao. Durante l'arresto, e sembra anche durante la successiva detenzione nel commissariato di polizia di Temuco, il sig. Cadin Calfunao ricevette seri maltrattamenti e fu colpito violentemente su gran parte del corpo e del viso per cui, oltre ad altre conseguenze, potrebbe perdere un dente. In quella occasione il sig. Cadin Calfunao fu liberato più tardi, lo stesso giorno (vedere appello OMCT Caso CHL 180806).

In seguito, il 9 agosto, si svolse la prima udienza di controllo della detenzione e istruttoria nei confronti del sig. Waikilaf Manuel Cadin Calfunao con l'imputazione di sequestro di persona, danni, disordini contro la quiete pubblica, furto e porto illegale di arma da punta e taglio. Il giudice sentenziò che gli elementi a disposizione facevano presumere soltanto la partecipazione dell'imputato agli illeciti di danni, disordini e furto, e decretò la proibizione a lasciare il territorio nazionale e gli arresti domiciliari.

In quell'occasione, il magistrato decise anche l'invio del fascicolo alla Procura Militare affinché investigasse i fatti e concesse al pubblico ministero cinque mesi di tempo per chiudere le indagini e determinare se esistevano elementi sufficienti per presentare un'accusa formale nei confronti del sig. Cadin Calfunao.

In seguito, quando, su consiglio del proprio avvocato, il sig. Cadin Calfunao si presentò in tribunale il 17 agosto 2006, fu arrestato e incarcerato nella prigione di Temuco. Le sue condizioni di detenzione sono altamente deplorabili, all'interno di una cella quasi completamente buia, sovraffollata, dove i detenuti mangiano e dormono e condividono un buco per defecare e lavarsi.

Inoltre, il 29 agosto 2006 il sig. Cadin Calfunao venne brutalmente picchiato all'interno del carcere da più di 10 poliziotti. Il giorno seguente, il 30 agosto 2006, fu di nuovo aggredito da membri della polizia in presenza di sua madre, che era andata a visitarlo, e venne minacciato di morte da un ufficiale in presenza del Comandante Ramón MENA, Capo operativo del carcere di Temuco, il quale gli avrebbe detto che: “(…) aveva ricevuto l'ordine preciso da parte del procuratore Cristian Paredes di picchiarlo, perché (Waikilaf Manuel Cadin Calfunao) era figlio di Juana Calfunao (…)” (vedere appello OMCT Caso CHL 180806.1).

 

Azione richiesta:

Scrivere per favore alle autorità cilene sollecitandole a:

•  prendere i provvedimenti più adeguati per garantire la sicurezza e l'integrità fisica e psicologica del sig. Waikilaf Manuel Cadin Calfunao e di tutti i membri della sua famiglia, soprattutto della sig.ra Juana Calfunao Paillalef;

•  ordinare la libertà immediata del sig. Waikilaf Manuel Cadin Calfunao nel caso in cui si trovi detenuto senza imputazioni valide o, se queste imputazioni esistono, portarlo davanti a un tribunale indipendente, competente, giusto e imparziale e rispettare in ogni momento tutti i suoi diritti a un giusto processo;

•  condurre un'investigazione completa, indipendente e imparziale, da parte di istituzioni civili, sui gravi fatti sopra denunciati, al fine di identificare i responsabili, portarli davanti a un tribunale indipendente, giusto e imparziale e applicare loro le sanzioni penali e/o amministrative previste dalla legge;

•  garantire in ogni circostanza il rispetto per i Diritti Umani e le libertà fondamentali in conformità con il diritto internazionale sui Diritti Umani, in particolare con le disposizioni della Convenzione Americana dei Diritti dell'Uomo, il Patto Internazionale sui diritti civili e politici e la Convenzione contro la Tortura, documenti ratificati dal Cile.

Indirizzi:

•  Delegazione Permanente del Cile presso le Nazioni Unite a Ginevra, 58, Rue de Moillebeau (4º piano), CH-1209, Ginevra, fax: + 4122.734.52.97, misionchile@misginchile.org

•  Delegazione del Cile presso l'Unione Europea, Rue des Aduatiques, 106, 1040-Bruxelles, Fax.: +32 (02) 736 49 94, embachile@embachile.be

•  Sig.ra. Michelle Bachelet Jeria , Presidente della Repubblica, Palacio de La Moneda, Santiago, Cile. Fax: (+562) 690 4958 , opinion@presidencia.cl, internet@presidencia.cl , mhansen@presidencia.cl

•  Sig.ra. Paulina Veloso Valenzuela, Ministro Segreteria Generale della Presidenza , Palacio de La Moneda, 1160 Entrepiso, Santiago, Cile, fax: + 562. 69.04.329 , gjoignant@minsegpres.cl

•  Sig. Belisario Velasco Barahona, Ministro dell'Interno, Palacio de la Moneda s/n, Santiago de Chile, fax: (+562) 69 68 740 , lguzmanp@interior.gov.cl (contacto de prensa)

•  Sig. Isidro Solís Palma , Ministro della Giustizia, Morandé 107, Santiago Casilla 21, Santiago, Cile, fax: (+562) 698 70 98, minju@reuna.cl; minju@minjusticia.cl ;

•  rmadrid@minjusticia.cl Sig. Alejandro Foxley Rioseco, Ministro degli Affari Esteri, Catedral 1158, Piso 3, Santiago, Cile, fax: (+562) 696 87 96, minrel@minrel.cl ; mdelaguarda@minrel.gov.cl

•  Sig. Eduardo Klein Koch, Intendente IX Regione La Araucanía, Bulnes 590, piso 2, Temuco, Cile, fax: +56 45 208630 o +56 45 208218, intaraucania@interior.gov.cl

•  Sig. Tucapel Jiménez F., Presidente Commissione dei DDHH, Nazionalità e Cittadinanza della Camera dei Deputati, tjimenez@congreso.cl

•  Senatore Sig. Carlos Ignacio Kuschel Silva, Presidente Commissione dei DDHH, Nazionalità e Cittadinanza del Senato, ddhhsen@senado.cl

Preghiamo di scrivere anche alle Rappresentanze Diplomatiche del Cile nei rispettivi paesi.

Ginevra, 17 ottobre 2006

Vi ringraziamo per ogni informazione relativa a azioni intraprese, chiedendovi di indicare il codice del presente appello nella vostra risposta.

La sig.ra Juana Calfunao Paillalef è un'insigne autorità del popolo Mapuche, rappresentante della comunità “Juan Paillalef”, situata nella comunità di Cunco, IX regione del Cile. In qualità di rappresentante e portavoce della propria comunità, ha guidato la lotta per i diritti e per la restituzione delle terre adiacenti alla sua comunità, usurpate da privati. La lonko sig.ra Juana Calfunao Paillalef è stata minacciata di morte da latifondisti e polizia ed è costantemente seguita da individui sconosciuti.

È importante segnalare che da vari anni esiste un conflitto sulla proprietà della terra in cui vive la comunità Mapuche, tra i membri della citata comunità e lo stato cileno che dichiara di essere il proprietario della terra. È per questo che i membri della Comunità si sono opposti all'operazione menzionata dell'abbattimento degli alberi all'interno di quello che considerano il proprio territorio, dando origine a una disputa tra loro e gli operai che cercavano di effettuare tale operazione.

Traduzione di:Maria Cristina BItti - Revisione di: Liliana Piastra

Traduttori per la Pace (www.traduttoriperlapace.org)

 

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