Venerdì 31 Marzo 2006-04-04

COMITATO GINEVRINO DI APPOGGIO AI PRIGIONIERI POLITICI MAPUCHE IN SCIOPERO DELLA FAME

Il 13 di Marzo del 2006, i prigionieri politici Mapuche (PPM) hanno iniziato uno SCIOPERO DELLA FAME a oltranza dentro del carcere di Angol situata nel sud del Cile. Le sue rivendicazioni principali sono la libertà immediata di tutti i PPM e la revisione del processo “Incendio Terrorista Poluco Pidenco”: Con motivo di questo sciopero si è creato a Ginevra, Svizzera , un comitato d'appoggio per seguire da vicino la situazione dei prigionieri . Si fa un invito a tutte le organizzazioni europee e latinoamericane che cosi lo desiderino a unirsi alla presente dichiarazione firmandola e facendola circolare.

Storicamente il popolo mapuche è stato discriminato e ignorato dentro dello Stato cileno. Non si rispettano le sue tradizioni, la sua organizzazione sociale, la sua cultura, ne la sua lingua. Si aggiunge a questa situazione la sottrazione sistematica delle loro terre e la espansione delle aziende forestali delle varie decade, promosse dai latifondisti e società forestali nazionali ed estere, che hanno trasformato e degradato l'ambiente naturale dei territori mapuche. Questa situazione ha costretto a importanti settori a vivere nell'enclave impoverite e discriminate, cui livelli di vita sono al di sotto della media dei cileni. Di fronte a questa sfavorevole realtà, negli anni 90 emerse un attivo movimento mapuche che rivendica il recupero delle sue terre, la difesa della sua cultura e organizzazione sociale, cosi come riuscire ad avere migliori livelli di vita e autonomia per il suo popolo. Importanti azioni sono state portate avanti destinate al ricupero dei loro territori ancestrali, oggi occupati dalle società forestali, e a promuovere un processo di presa di coscienza del popolo mapuche sullo stato di abbandono e miseria nel quale sopravvive.

Queste azioni hanno comportato una repressione sistematica che si è incrementata durante l'ultimo governo. La ricerca di attivisti mapuche è stata accompagnata da continui perquisizioni domiciliari, nelle quali la polizia ha fatto ricorso del consuetudinario abuso di potere accentuando il già noto carattere razzista e all'uso indiscriminato della violenza che si manifesta nella distruzione delle case, beni materiali, sottrazione di utensili e attrezzi da lavoro, fra altri. Si ha malmenato, aggredito e insultato a uomini, donne, bambini e anziani, addirittura persone con handicap fisico. Hanno utilizzato pallini, spari con fucili da caccia, lacrimogeni, armi da guerra, carri blindati, elicotteri e centinaia di agenti di polizia per perquisire comunità con pochi abitanti. Nei territori in conflitto esiste una eccessiva presenza poliziesca , si utilizza personale delle forze di sicurezza e veicoli coperti, si controlla sistematicamente alla popolazione e si insegue costantemente agli abitanti e visitanti delle zone rurali .1 (1)

La guerra dello Stato contro il movimento mapuche si è intensificata con il passare degli anni. L'ex Presidente Frei diede inizio a un processo contro i comuneros mapuche applicando la Legge della Sicurezza dello stato (una legge del 1958 destinata a combattere la “sovversione, la ribellione e la violenza politica”). La repressione è stata ancora maggiore verso il popolo mapuche dal momento che s'introduce e applica la Legge Antiterrorista per giudicare a comuneros mapuches sotto la suddetta legge sono stati gli attualmente condannati PPM in sciopero della fame. Bisogna segnalare che la Legge Antiterrorista è eredità della dittatura militare del generale Pinochet.

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1 (1) Dalla testimonianza e vivenze personali raccolte da un collaboratore della Associazione Americana di Giuristi in visita all'VIII e IX Regione del Cile, settembre e ottobre, 2004

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Paradossalmente, questa legge dittatoriale è stata modificata durante il primo governo democratico per esacerbare e fortificare la sua applicazione, per annettere delitti comuni che erano già contemplati nel Codice Penale come “Incendio o minaccia terrorista”. La legge è la più dura dello Stato Cileno. I mapuche sono accusati e sindacati di terroristi sotto di essa, con testimonianze effettuate da testimoni a volto coperto (poco affidabili).Non si considera l'appoggio di organismi internazionali, che si sono manifestati apertamente contro l'applicazione di leggi arbitrarie (Human Rights Watch, Federazione Internazionale dei Diritti Umani, Amnesty International). D'altra parte, il Tribunale Supremo di Giustizia in Cile è intervenuto in più di una opportunità per anulare verdetti che hanno assolto a mapuche processati dalla legge antiterrorista, facendo in modo che si svolgessero nuovamente detti processi, con lo scopo di condannarli. Per queste ragioni e per mancanza di garanzie di un processo equanime verso accusati e perseguiti Mapuche, molti di loro hanno deciso di non presentarsi ai giudizi in suo contro e hanno optato per la via della clandestinità e comunque sono perseguitati dalla giustizia cilena.

Le dichiarazioni dei PPM in sciopero della fame: Jaime Marileo Saravia, Patricia Troncoso Robles, Juan Marileo Saravia, Juan Huenulao Lienmil, Juan Colihuinca Ancaluan y Jose Cariqueo Saravia sono arrivate a noi, di conseguenza vogliamo dire quel che segue a riguardo: